Corigliano-Rossano

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Cose da fare - generale

Corigliano-Rossano

Corigliano-Rossano è un comune italiano di 77 100 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. È stato istituito il 31 marzo 2018, dalla fusione dei comuni di Corigliano Calabro e Rossano.

Corigliano Calabro – Sulle ultime propaggini settentrionali della Sila Greca, Corigliano Calabro ha un nucleo antico (il caratteristico quartiere di Ognissanti) dal fitto tessuto, disposto a gradinata su un colle, con strade strette e suggestive. La fertilità delle aree agricole e le vaste coltivazioni di agrumi hanno fatto si che negli ultimi decenni l’abitato si sviluppasse, con la crescita dei quartieri esterni e la trasformazione del centro storico. Centro in provincia di Cosenza, Corigliano Calabro è situato 210 metri sopra il livello del mare e conta 36.764 abitanti. Il nucleo originario ebbe origine in età medioevale, quando gli abitanti della pianura cercarono delle dimore più sicure.
Possiamo visitare la chiesa di Sant’Antonio, eretta nel XV secolo come chiesa dei Minori Conventuali, e completamente ricostruita nel 1740-41. Al suo interno conserva un buon esempio della decorazione del settecento calabrase con stucchi e balaustre marmoree. Ammiriamo inoltre il maestoso ponte-canale a due arcate sovrapposte alto 20 metri, ed il convento di San Francesco di Paola, sorto nella seconda metà del XV secolo e trasformato poi nel 1839. Molto suggestiva la visita al castello, con quattro torri cilindriche e un alto mastio del XI-XII secolo, con numerosi decori custoditi al suo interno del XIX secolo, ed alla vicina chiesa di San Pietro, originaria della seconda metà dell’XI secolo, ma completamente trasformata nel ‘700. Proseguendo la nostra visita a Corigliano Calabro incontriamo la chiesa di Santa Maria Maggiore, eretta nel X secolo, con dipinti di scuola napoletana ed esempi del settecento calabrese custoditi al suo interno. In ultimo ammiriamo la chiesa della Madonna del Carmine con tre portali in pietra di stile gotico-catalano del XV secolo.
Visite:
Il castello ducale, Chiesa del Carmine, Chiesa collegiata di San Pietro, Porta di Prando (anche Brandi o Librandi).
Eventi:
Fiera del Primo maggio, che si svolge la prima domenica di maggio nel borgo marinaro di Schiavonea.
Fiera dei morti, che si svolge nel borgo marinaro di Schiavonea l’1 e il 2 novembre di ogni anno e richiama la popolazione di tutta la piana di Sibari;
Festa Patronale in onore del Santo Patrono di Corigliano San Francesco di Paola che si svolge dal 23 al 25 aprile di ogni anno;
Estate Coriglianese, che si svolge ad agosto con concerti,spettacoli e rappresentazioni cinematografiche. Si dà molto risalto alla rassegna musicale “Alba Jazz” vedi e alla “Grande Festa di Via Roma” che dà molto risalto agli antichi mestieri.
Festa di “San Francesco di Paola al Monte” che si svolge l’ultima domenica di agosto a Piana Caruso;
Festa della Santissima Madonna delle Grazie che si svolge nello scalo cittadino nella terza settimana di settembre;
Festa della Madonna della Neve che si svolge a Schiavonea dal 3 al 5 agosto di ogni anno.

Rossano (IPA: [rosˈsaːno]), erroneamente chiamato anche Rossano Calabro per distinguerlo da Rossano Veneto, è una frazione di 36 623 abitanti, attualmente parte del comune di Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, in Calabria. La città è detta anche Rossano la Bizantina e Rossano città del Codex, in omaggio al Codice Purpureo, uno degli evangelari più antichi al Mondo e custodito da secoli a Rossano (Museo Diocesano e del Codex), inserito nella lista dei beni patrimonio UNESCO nella categoria “Memory of the World”.

Il 22 ottobre 2017, si è svolto un referendum popolare con il quale è stato chiesto ai cittadini del comune di Rossano e della vicina città di Corigliano Calabro se avessero o meno voluto dare inizio ad un processo di fusione tra i due comuni. Il referendum ha avuto esito favorevole dando vita alla terza città per popolazione della Calabria. A Rossano hanno votato per il Sì 12.715 aventi diritto a fronte di 791 per il No. A Corigliano Calabro 7.674 aventi diritto hanno votato Sì contro 4.833 No. A Rossano ha votato il 44,70% degli aventi diritto mentre a Corigliano il 33%. Il nuovo comune ha preso il nome di Corigliano-Rossano.

Geografia fisica
Territorio
La città di Rossano si trova nella fascia orientale della piana di Sibari tra la Sila e la costa ionica. Il territorio comprende anche parte delle alture che precedono la Sila e il comune faceva parte della Comunità montana Sila Greca e ne ospitava la sede.

Il territorio comprende terreni di diversa origine geologica, con caratteristiche differenti (rocce, argille, sabbie), alle quali corrispondono diversi tipi di flora. Dal punto di vista paesaggistico dominano le culture arboree (oliveti, agrumeti e frutteti). In zone prossime alla costa sono inoltre presenti pioppeti. Esistono nel territorio due alberi di quercia monumentali (una farnia e una Quercus virgiliana).

Origini del nome
Rossano trae il suo nome dal greco rusion, ρύσιον (“che salva”) e akron, άκρον (“promontorio”, “altura”) da cui derivano le versioni medioevali Ruskia o Ruskiané (Ρουσκιανή) o Rusiànon (Ῥυσιάνον in greco bizantino); secondo un’altra ipotesi invece deriverebbe dal nome di famiglia romana alla quale potrebbe essere stato affidato il governo del “Castrum” e che avrebbe dato il nome di “Roscianum” al centro urbano.

Storia
Si presume sia stato fondato dagli enotri intorno all’XI secolo a.C., passò sotto il controllo magno-greco (VII-II secolo a.C.) e successivamente divenne l’avamposto romano nel controllo della piana di Sibari e nell’infruttuoso tentativo di conquista dei territori montuosi della Sila, allora occupati dai bruzi. Nel II sec. l’imperatore Adriano vi costruì un porto capace di accogliere 300 navi. Tra il 540 ed il 1059 Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico, culturale sotto il dominio dei bizantini: sede dello stratego, la sua posizione strategica – “la città attesta nel volto e nel sito la sua anima e storia. Arroccata su una irregolare prominenza dei primi contrafforti della Sila, alla quale guarda a mezzogiorno, sta su rossastra muraglia di roccia, fasciata e chiusa quasi da un vallo naturale, mentre a nord, rimpetto al golfo ionico, è congiunta alla piana marina da costoni precipiti…” (G. Sapia, Profilo Storico della città, Corigliano, 2001, 11) che ne costituirono una naturale protezione, assieme alla teoria di mura e fortificazioni, da incursioni esterne – la rese appetibile meta di conquista da parte di numerosi invasori (visigoti, longobardi, saraceni) ma non fu mai espugnata; sede di arcidiocesi, documentata fin dal X secolo, costituì anche un centro di irradiazione della spiritualita’ monastica di tradizione italo greca, di cui si conservano numerose tracce e testimonianze storiche, artistiche ed architettoniche.

Nei secoli successivi passò prima sotto il dominio dei normanni (1059 – 1190) e poi degli svevi (1190 – 1266) conservandosi città regia e quindi libera università, fino alla politica di infeudazione seguita dagli angioini (1266 – 1442), e poi dagli aragonesi (1442 – 1504) e dagli spagnoli (1504 – 1714), quindi proseguita sotto il viceregno austriaco (1714 – 1738) e con i Borbone (1738 – 1860). Ne furono feudatarie le famiglie Ruffo, Marzano, Sforza di Milano, Aldobrandini e per ultimi i Borghese di Roma, per successione di Olimpia Aldobrandini principessa di Rossano, e vi rimasero tali fino alla fine della feudalità (1806 nel regno di Napoli); Bona Sforza d’Aragona, regina di Polonia e granduchessa di Lituania, dal 1524, in successione di sua madre Isabella, fu anche principessa di Rossano e duchessa di Bari.

Alla fine del XVIII secolo, Rossano entrò a far parte della breve esperienza della repubblica napoletana (1799) e durante il decennio francese (1806 – 1815), abolita la feudalità, ebbe un crescita politica e sociale, pregiudicata, però, dal devastante terremoto del 1836. Già sotto il decennio divenne capoluogo di distretto (28 comuni), sede di sottointendenza, capoluogo di circondario e sede del giusticente; con l’unità fu sede di tribunale 1865, di corte d’assise 1875 e del distretto militare e dal 1894 al 1926 sede di sotto-prefettura. Ancora nella seconda metà dell’800, fu centro di numerosi circoli culturali e produsse vari giornali e periodici; nel 1876 fu inaugurata la ferrovia Jonica e, dopo qualche anno, beneficiò della prima illuminazione elettrica e delle prime centrali termoelettriche della Calabria.

Nel ‘900 Rossano ha vissuto tutte le vicende che hanno caratterizzato la vita politica e sociale del Meridione ed in definitiva dell’Italia intera: la Resistenza e le lotte di liberazione, l’emigrazione, la ricostruzione della vita civile e democratica ed infine l’aspettativa del benessere sociale e materiale.

A partire dagli anni 50 del ‘900, la città, come altre in Calabria il cui nucleo storico si era sviluppato nell’entroterra in considerazione della salubrità dei luoghi oltre che per i presìdi naturali di difesa proseguì la sua espansione prevalentemente a valle e in pianura, attraversata dalle maggiori infrastrutture di collegamento ferroviario e stradale. L’espansione urbanistica che è avvenuta un po’ in tutte le direzioni in prossimità dello scalo ferroviario – con la realizzazione di nuovi quartieri densamente abitati, scuole, attrezzature sportive, servizi pubblici e privati – ha sostanzialmente risparmiato da adulterazioni la Città storica.

Il processo istituzionale di fusione in atto, costituisce un’occasione per un ripensamento delle linee di sviluppo della città nel territorio più vasto riconsiderandone la storia e le sue vestigia, in una prospettiva di riqualificazione non solo materiale dei luoghi.

Monumenti e luoghi d’interesse

Pagina del Codex Purpureus Rossanensis.
Oltre ai numerosi palazzi gentilizi disseminati in numerose proprietà private, nel centro storico di Rossano è possibile visitare:

il Museo Diocesano e del Codex, con l’opera di fama internazionale: il Codex Purpureus Rossanensis, un antichissimo evangeliario greco del VI secolo di origine bizantina, nominato Patrimonio UNESCO il 9 ottobre 2015. Secondo molti è il Vangelo miniato più prezioso al mondo;
la cattedrale di Maria Santissima Achiropita;
la chiesa di San Nilo voluta dalla principessa di Rossano Olimpia Aldobrandini (XV secolo) in onore della città che diede i natali a san Nilo, fondatore dell’abbazia greca di Grottaferrata, santo venerato dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa;
l’oratorio di San Marco;
la chiesa di San Bernardino (XV secolo): in stile tardo-gotico, fu la prima chiesa cattolica della città ed ospita il sepolcro di Oliverio di Somma (1536) con la statua del defunto ed un crocifisso ligneo del XVII secolo;
la chiesa della Panaghia (X secolo): così denominata in onore di “Maria Tutta Santa”, è un altro esempio di architettura religiosa bizantina nella cui abside si conservano tracce di almeno due fasi pittoriche, con un affresco più antico raffigurante san Basilio e un frammento del XIV secolo che ritrae san Giovanni Crisostomo;
la chiesa di San Francesco di Paola (tardo XVI secolo): con un portale rinascimentale e un chiostro;
la chiesa di Santa Chiara (XVI secolo): voluta dalla principessa Bona Sforza;
il museo della liquirizia.

Effige della Madonna Achiropita.
Nei dintorni invece si trovano:

l’abbazia di Santa Maria del Patire (XI-XII secolo): immersa nel verde delle colline, conserva splendidi pavimenti a mosaici arabeggianti, l’abside in stile normanno ed un antico portale ligneo. Fu fondata dal monaco e sacerdote san Bartolomeo di Simeri verso il 1095 sulle rovine di un oratorio;
la torre Sant’Angelo (XVI secolo) è un antico edificio militare fatto fortificare da Bona Sforza tra il 1543 ed il 1564, all’interno del cui complesso mercantile si trova un ottimo esempio di fondaco perfettamente conservato.

Provincia Cosenza
Valutaeuro

Vita notturna

Locali a Corigliano Calabro: "Al Vecchio Biroccio" - A pochi minuti dal mare, in una zona di elevato interesse storico-artistico-culturale, azienda biologica di 12 ha con oliveto, frutteto e orto • mare (Km 2), piscina, equitazione e tennis (tutti a Km 3), castello ducale di Corigliano (Km 4), riserva naturalistica della foce del fiume Crati (Km 10).
"Masseria Brica Rossa" - Affacciata sulla Piana di Sibari, azienda di 5 ha condotta ad agrumeto, ortaggi e frutteto con metodi di agricoltura integrata. Sono destinati all'agriturismo tre edifici anni '50 con attigua una chiesetta; pasti su prenotazione

Vita Notturna immagini

Storia e cultura

Le origini di Corigliano sarebbero da riportare all'epoca dell'incursione araba del 977 da parte dell'emiro di Palermo, al Quasim, quando alcuni abitanti della Terra di Aghios Mavros (San Mauro, nei pressi dell'attuale frazione di Cantinella) si spostarono in luoghi più elevati, determinando lo sviluppo del piccolo villaggio di Corellianum (il cui nome indicherebbe un "podere di Corellio") sul colle secoli dopo denominato delli Serraturi (nome derivato dalla concentrazione nella zona di un consistente numero di segantini: la denominazione è stata successivamente adeguata all'italiano nella forma "Serratore").
Dopo la conquista normanna, a Roberto il Guiscardo viene attribuita nel 1073 la fondazione di un castello, con annessa chiesa dedicata a San Pietro. La città si sviluppa progressivamente intorno al castello e alle chiese di "Santoro" e di "Santa Maria"
Durante il XIV secolo vi era stata accolta una comunità ebraica e nella località "Pendino" venne costruito il monastero francescano. Nel 1276 la città arrivò a circa 2700 abitanti. Nel XIV secolo fu sotto il dominio dei conti di Sangineto per passare in seguito ai Sanseverino. Un arresto dello sviluppo si ebbe nel XV secolo, a causa del continuo stato di guerra tra Angioini e Aragonesi. Nel 1532 il numero degli abitanti era cresciuto quasi a 4.000 e nel 1538 la città riuscì a respingere l'attacco del pirata saraceno Barbarossa.

Cultura e Storia immagini

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