Santa Severina

Santa Severina

Cose da fare - generale

 

Santa Severina (IPA: [santaseveˈrina]) è un comune italiano di 2.196 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria.

Il Castello 
Il Castello di Santa Severina è una delle antiche fortezze militari meglio conservate del sud Italia. La sua costruzione risale all’epoca della dominazione normanna (XI° secolo) su una fortificazione preesistente di epoca bizantina. Dopo essere stato sottoposto dal 1994-1998 ad una meticolosa opera di ristrutturazione, oggi il Castello ospita il museo di Santa Severina, in cui sono esposti i reperti degli scavi e altri materiali e collezioni archeologiche provenienti dal territorio limitrofo. Inoltre, è possibile visitare anche il Museo Diocesano e diverse mostre d’arte, esposizioni di artigianato artistico e concerti.

Provincia Crotone

Storia e cultura

Storia

Il territorio di Santa Severina (in particolare i siti di Serre d'Altilia, Monte Fuscaldo, insieme a molti altri), durante le età del bronzo e del ferro, era abitato da popolazioni indigene appartenenti forse al ceppo degli Enotri, come peraltro supposto in base alle ricerche (fine degli anni'70 del XX secolo) del Gruppo Archeologico Krotoniate e di P. Attianese. Il nome autoctono degli antichi abitatori della Calabria rimane, comunque, sconosciuto. Infatti, il termine "Enotri" rappresenta un nome toponomastico attribuito dai greci agli indigeni con le stesse modalità con le quali il nome "Galli" fu assegnato dai Romani a quelli che nella loro lingua si chiamavano Celti. Anche il termine Brettioi che i Romani trasformarono in Bruttii è riferibile al medesimo contesto toponomastico. La scritta Brettion che si rileva sulle monete appare impressa con i caratteri greci. Le notizie provenienti dalla cosiddetta tradizione si prestano ad un numero incalcolabile di versioni e di manipolazioni e, quindi, su tale argomento risulta abbastanza difficile aggiungere altro. Sulla collina Serre della frazione Altilia, già all'inizio degli anni '80, furono individuati alcuni lembi di un insediamento di origine italica e tracce di una necropoli dell'età del ferro. Alla metà degli anni '90 si deve la scoperta di un insediamento databile all'età del bronzo finale grazie al vasto programma di ricerca archeologica sviluppato nel territorio di Crotone. Queste ricerche hanno permesso di riconoscere un vasto "magazzino" di pithoi dell'età del bronzo finale: sono stati catalogati resti di oltre 60 enormi contenitori che i recentissimi studi dimostrano contenessero vino, prova indiscutibile della coltivazione della vite da parte delle comunità enotrie. Più di recente la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, tra il 2006 ed il 2008, ha realizzato tre saggi di scavo, sotto la direzione di Gregorio Aversa, attuale Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Le attività hanno permesso di confermare l'esistenza di numerose strutture abitative (almeno 14) che risalgono al tardo IV-III secolo a.C. Alcune tracce rimandano al periodo protostorico. Dal 2008 al 2014 non si sono registrate più attività di scavo archeologico su Serre di Altilia.

Attualmente, in tutta l'area, sono in corso approfondite indagini topografiche archeologiche, finalizzate alla realizzazione della "Carta archeologica" dell'intero territorio comunale.

Anticamente nota forse come Siberene, dopo essere stata presumibilmente un abitato greco-italico e poi romano, fino al 1076 appartenne ai Bizantini. Fu successivamente governata dai Normanni e poi dagli Svevi. Infatti, in base allo Statutum de reparatione castrorum, Federico II condusse un'inchiesta nel 1228 per identificare istituzioni, enti o persone che fossero obbligati a contribuire alla riparazione del castello di Santa Severina. Lo storico tedesco E. Sthamer traccia le linee fondamentali dello Statutum rilevando anche quelle autorità che, all'epoca, risultavano responsabili nel farlo osservare. All'epoca dell'inchiesta condotta a Santa Severina, il provisor castrorum rispondeva al nome di Johannes Vulcanus. Dopo la disfatta degli Svevi, il castello passò sotto l'amministrazione degli Angioini. Durante il periodo angioino (1265-1442) la città di Santa Severina godette sempre lo stato demaniale, aveva il controllo sul marchesato che veniva diviso in casali. Nonostante gli spagnoli si fossero impegnati a garantire la demanialità alla città di Santa Severina ed ai suoi casali, sappiamo che questo in parte avvenne per la città non per i suoi casali. Lo spagnolo Antonio Centelles tentò nel 1459 di entrare in possesso del Marchesato, ma fu sconfitto dall’esercito di Ferdinando D’Aragona. Tuttavia poco dopo ebbe parte dei feudi e nel 1464 anche Santa Severina con il titolo di principe. Due anni dopo il marchese fu preso a tradimento e ucciso. La città di Santa Severina ed i suoi casali ritornarono liberi. Ma mentre la città di Santa Severina mantenne la sua libertà e fu amministrata da governatori o capitani regi, la maggior parte dei suoi casali furono ben presto infeudati. [5] Successivamente subentrarono gli Aragonesi fino a cadere, infine, sotto il dominio dei Borbone.

Monumenti e luoghi di interesse

Il castello
 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Santa Severina.
La sua costruzione risale all'epoca della dominazione normanna (XI secolo) su una fortificazione preesistente di epoca bizantina. La costruzione bizantina è nota come oppidum ed è attestata da Erchemperto di Benevento testualmente come "oppidum beatae Severinae". Dopo il 1076, sulle sue rovine, Roberto il Guiscardo fece costruire un dongione le cui tracce sono state evidenziate durante i lavori di restauro. Una prova storica diretta è rilevabile nella cronaca di Amato di Montecassino mentre, sempre nel medesimo contesto, una prova indiretta è costituita da una chartula del 1130, edita dal Trinchera, nella quale l'edificio militare viene definito come "Rocca" che, come è noto, è un termine di provenienza scandinava. Nel periodo successivo alla costruzione del castello, è attestata, a Santa Severina, la presenza di Ruggero II, come viene reso noto da Ughelli e come è rilevabile parimenti negli Urkunden und Kanzlei König Rogers II von Sizilien che sono inseriti anche nelle "Abhandlungen der Akademie der Wissenschaften zu Göttingen". Nel periodo svevo, il castellano di Santa Severina si chiamava Johannes de Ladda. Tale notizia è rilevabile in un documento edito da Walter Holtzmann apparso in "Quellen und Forschungen aus Italienischen Archiven ud Bibliotheken". Nel corso dei secoli e dei passaggi dalle varie famiglie regnanti, ha subito varie modifiche. Si ipotizza che l'area dove sorse il Castello fosse già occupata in età greca, come fatto supporre da alcuni scavi condotti durante il restauro. Di notevole interesse sono i resti di una chiesa bizantina (con pareti affrescate) e di una necropoli dello stesso periodo storico.

Di interesse gli scavi condotti, nel 2008-2009, dalla Soprintendenza archeologica nel cosiddetto "avamposto C" e nella "grotta del coniglio". Altre ricerche archeologiche, nel corso del 2011, hanno evidenziato l'uso abitativo o funerario di numerosi anfratti della rupe, ora difficilmente raggiungibili ed a rischio di frana. Nel Castello ha sede il Museo Archeologico, dove sono esposti reperti - di proprietà dello Stato - provenienti dal territorio o rinvenuti nel corso degli scavi nella fortificazione. Sono visitabili alcune aree archeologiche (grotte, necropoli, chiesa bizantina, fondazione torre normanna etc.) messe in luce nel corso degli scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.

Il battistero
Costituisce l'unico battistero bizantino pervenuto ai nostri giorni ancora sostanzialmente integro. L'architettura di questo gioiello deriva dagli edifici a pianta centrale che trovano riferimento nel mausoleo di Santa Costanza a Roma. Il battistero bizantino ha, infatti, una forma circolare con quattro appendici, con affreschi risalenti al X-XII secolo

La cattedrale
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Concattedrale di Sant'Anastasia (Santa Severina).
La cattedrale (Concattedrale dell'Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina) ha un impianto a croce latina a tre navate. Risalente al XIII secolo, anch'essa ha subito vari cambiamenti nel corso della sua storia, tant'è che dell'antica struttura è rimasto solo il portale, ma la più sostanziale è stata quella del XVII secolo.

San Nicola e Santo Ponte
Nel 2010 la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha riportato alla luce un ampio settore di abitato rupestre, con numerose abitazioni in grotta artificiale, e una chiesa (con vano ipogeo sottostante) già segnalata da Paolo Orsi.

Il Monastero della Madonna della Calabria

La frazione di Altilia all'interno del comune di Santa Severina.
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Altilia (Santa Severina).
Altre costruzioni importanti
La chiesa di Santa Filomena (XI secolo), interessante esempio di architettura bizantino-normanna;
La chiesa dell'Addolorata (epoca pre-normanna), con il bellissimo altare in stile barocco risalente al XVII secolo;
Piazza Campo (detta anche Piazza della chiesa)
Mattatoio comunale;
Giardino comunale;
Biblioteca comunale;
Asilo nido.

Agriturismo Le Puzelle

Agriturismo Le Puzelle

Santa Severina
Ristorante tipico Le Puzelle Nell’antico fienile sono state ricavate due ampie sale da pranzo Maggiori informazioni
Tour della Magna Grecia

Tour della Magna Grecia

Santa Severina, Corigliano-Rossano, Scilla, Marina di Sibari, Isola di Capo Rizzuto, Crotone, Reggio Calabria
Tour della Magna Grecia (6 giorni/5 notti) (Il seguente programma, è puramente indicativo e potrà es Maggiori informazioni

Sfortunatamente, al momento in questa località, non ci sono crociere disponibili.

Sfortunatamente, al momento in questa località, non ci sono auto disponibili.